
Scripta manent.
Infanticida o meno, Erich Priebke è un criminale di guerra ufficialmente riconosciuto come tale da un tribunale della Repubblica, al termine di un regolare processo, nel corso del quale l'imputato ha avuto la possibilità di avvalersi di un avvocato, gentilezza che non credo sia stata accordata ai prigionieri che Priebke interrogava personalmente quando era comandante della Ge.Sta.Po. di Brescia.
Ecco il link della pagina dove chi vuole può leggere la sentenza:
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Scoprirete che Priebke è stato condannato per tutte e 335 le vittime e che gli è stata riconosciuta l'attenuante di aver obbedito ad un ordine.
Chi solidarizza con Priebke difende un criminale di guerra.
Se non vi basta, ecco il link per leggere un'altra sentenza:
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quella con la quale la Cassazione definisce l'attentato di via Rasella una legittima azione di guerra, fatto non previsto dalla legge come reato. Una simile definizione non è stata applicata alla rappresaglia nazista, visto che Priebke è stato ritenuto colpevole di tutti e 335 gli omicidi e non solo per i cinque in più.
Le sentenze, direbbe Travaglio, sono fatti, tutto il resto è vaniloquio. I giudici (e alcuni fasci di Tivoli dovrebbero saperlo, visto che sono stati processati diverse volte) sentenziano "in nome del popolo italiano". Se qualcuno, in puro stile berlusconiano, non accetta le sentenze di quei giudici si dissocia dal popolo italiano. Questo sì che è un sillogismo.
Quanto ai figli dello zar, riposino in pace assieme a quelli (sei) di Goebbels, avvelenati dalla madre nel bunker di Berlino perché non dovevano sopravvivere al reich.