
Finalmente una buona notizia. Michel “Micha” Seifert, il boia di Bolzano, è stato estradato in Italia dal Canada, paese nel quale si era rifugiato, con documenti falsi, per evitare di rispondere dei crimini e le atrocità commesse nei lager di Fossoli e Bolzano. Per tali crimini, Seifert è stato riconosciuto colpevole nel 2000 dal Tribunale Militare di Verona e condannato all'ergastolo.
Le testimonianze dei sopravvissuti al campo di Bolzano sono agghiaccianti: potete farvene un'idea leggendo il testo integrale del libro “Anche a volerlo raccontare è impossibile” (a cura di G.Mezzalira e C.Villani) disponibile presso questo link:
http://www.anpi.it/libri
Micha è ultraottantenne: ha vissuto in pace e tranquillità fino a adesso. Quelli che ha torturato e ucciso non sono stati così fortunati. Anche se ora è solo un vecchio, perseguirlo ed acciuffarlo prima che crepasse era importantissimo, perché ci rammenta che i crimini dei nazisti, al contrario di quelli di Berlusconi e Andreotti, non cadono in prescrizione e che, se anche quelli del “Partito Democratico” dimenticano, i veri antifascisti ricordano.
Si dice che chi muore giovane è caro agli dei: ciò spiega perché Seifert è arrivato quasi a 90 anni. Tuttavia, volente o nolente, prima o poi il padre eterno se lo dovrà riprendere. Siamo certi che, allora, Micha avrà un bel funerale cattolico con tutti i crismi, come lo hanno avuto Pinochet e (notizia di questi giorni) il boss mafioso Michele Greco, al quale hanno dato l'estremo saluto circa 200 persone, con tanto di messa cantata con organo. Alla faccia di quel “laicista” di Piergiorgio Welby.
Per leggere l'articolo di Repubblica.it vedi:
Comunità Millantante Tiburtina.
Quelli che la faccia ce la mettono.
Il nuovo intervento postato dopo parecchi mesi di silenzio è stato scritto qualche tempo fa e pubblicato con ritardo, quindi va aggiornato: la situazione, fino a qualche mese fa, era effettivamente quella descritta nell'articolo, ma adesso bisogna fare ammenda con i fasci, perché il loro sito (www.comunitamilitantetiburtina
L'esistenza del nostro blog, ormai l'avrete capito, indispone parecchio i fascisti tiburtini, i quali non fanno che sminuirlo e vituperarlo in ogni modo possibile e, tuttavia, sono sempre qui a leggere e a rispondere ai post. Ragazzo fascista, ragazza fascista, cittadino fascista (complimenti per l'ossimoro), studente (sic!) fascista: ogni singolo post trabocca di commenti con in calce simili, improbabili “firme”. Segno che il culo gli rode.
La principale accusa che ci viene rivolta è quella di restare anonimi, il che impedisce ai nobili fasci di individuare i responsabili e di risolvere la questione a modo loro: col manganello.
Essi, gli Eroi Fascisti, per contra, non hanno tema di affrontare il nemico a fronte levata, col volto scoperto; non si sottraggono alla pugna celando, con pavida codardia, le loro generalità e trincerandosi dietro l'anonimato. Essi, indifferenti e sprezzanti del periglio, oppongono fieri il petto ignudo alla protervia nemica, valorosi virgulti dell'Italica Stirpe, che di nulla si vergognano se non di voltare le spalle alla battaglia che infuria.
Poi vai a vedere il sito e che cazzo scopri? Che non c'è un nome che è uno. È un monumento ad una nuova figura patriottica: il Militante Ignoto.
La cosa più divertente, tuttavia, sono le foto. A parte il clima da pasquetta a Santa Balbina che trasuda da esse, tutte le targhe dei veicoli immortalati e, cosa più significativa, le facce dei militanti, sono coperte con delle strisce o tondi neri, come quelle di Erika e Omar nei servizi dei Tg sui fatti di Novi Ligure.
Le ipotesi sono due:
a). Quelle sono effettivamente le loro facce, solo che non hanno i lineamenti perché sono come il culo.
b). Hanno guardato tutti la videocassetta assassina di “The Ring”. Se è così, tempo una settimanata, ci pensa Samara.
Non vorremmo neanche prendere in considerazione una terza ipotesi, cioè che i fasci abbiano ritoccato le istantanee col “Fotonegozio X.I” per rendere irriconoscibili le loro facce. Loro, si sa, la faccia ce la mettono.
Il sito, tra l'altro, è aperto al confronto e accetta contributi, anche critici, che lo alimentino: come si legge nelle“controindicazioni” sull'HP, infatti, chi “non è d'accordo con le nostre tesi è liberissimo di lasciare queste pagine”. Se non ti sta bene, quella è la porta.
Noi illiberali antifascisti demodés di questo blog, degno erede della Pravda moscovita, continuiamo ad ospitare i vaniloqui dei fasci. Se non altro perché spiegano, meglio di qualunque cosa potremmo scrivere noi, chi sono veramente gli individui che abbiamo davanti.
Noi riceviamo valanghe di insulti e di stronzate che non ci turbano, anzi, ci fanno piacere. Segno che la medicina fa effetto. Sul sito dei fasci, invece, si legge che “qualunque intimidazione o uso improprio dell'indirizzo e-mail” sarà perseguito a norma di legge.
Inoltre, sempre sulla HP, si specifica che “…Il materiale inserito non è razzista o di incitamento all'odio, né vuole perseguire tale scopo…” Explicatio non petita, accusatio manifesta: infatti, ciccando sul link “officina janus”, si possono vedere, riprodotti su legno, gli stemmi di alcune pie associazioni caritatevoli, tra i quali spicca quello degli Afrikakorps di Rommel, con tanto di palma e svasticona.
Andate a vedere le foto, dunque, ma state attenti! Come recitano le avvertenze, esse sono per “uso personale”, quindi occhio alla modica quantità e, per carità, non le spacciate!
